ARCHEOLOGI STRANIERI A MODICA ALLA FINE DELL’OTTOCENTO

La scoperta delle ceramiche castellucciane di Grotta Lazzaro

by Giovanni Di Stefano
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Alla fine dell’800 la Sicilia e Modica (allora in provincia di Siracusa) sono al centro di interessi di archeologi provenienti dall’Europa. Furono a Modica un austriaco, Ferdinand von Andrian-Werburg, nel 1876, e un inglese, Arthur Evans, nel 1889, oltre a Paolo Orsi, già a Siracusa dal 1888.
La visita a Modica era finalizzata all’esame delle ceramiche preistoriche provenienti dalla Grotta Lazzaro (comune di Rosolini), conservate nel Museo del Regio Istituto Tecnico (istituito il 24 ottobre 1866), voluto già nel 1862 da Carlo Papa e dal ministro Francesco De Sanctis.
Il barone von Andrian, che era in Sicilia alla ricerca delle più antiche tracce del Paleolitico, fu  indotto da Gaetano Italia-Nicastro (professore a Modica) all’esame delle ceramiche preistoriche scoperte nella Grotta Lazzaro e conservate nel Museo del Regio Istituto Tecnico.
Dopo la visita a Modica, il barone von Andrian decise di effettuare, nel 1877, degli scavi nella Grotta. Le ricerche furono poi continuate nel 1879 dagli «assistenti» del Regio Istituto Stoppani e Maugini.

Il barone Von Andrian

Le ceramiche rinvenute, oggi conservate nel Museo Civico «F. L. Belgiorno» di Modica, risalgono alla facies castellucciana dell’antica età del bronzo (2200–1400 a.C.).
Un altro archeologo, l’inglese Arthur Evans, incuriosito dalle scoperte delle ceramiche preistoriche nella Grotta Lazzaro, nel 1889 verrà a Modica in visita alle collezioni del Regio Istituto Tecnico.
Evans dieci anni dopo, nel 1899, scoprirà il Palazzo di Cnosso a Creta e legherà il suo nome alla scoperta della civiltà minoica.

Ceramiche dell’antica età del Bronzo da Grotta Lazzaro esposte nel Museo di Modica

(foto L. Nifosì)

Il viaggio di Evans in Sicilia con il suocero, il famoso storico Edward Augustus Freeman, e la moglie Margaret, era stato preceduto da un turbolento periodo politico, a riprova di un carattere irrequieto del giovane Evans. Infatti nel 1882, dopo alcuni suoi articoli editi nel Manchester Guardian, sceglie di andare in esilio volontario a Dubrovnik, in Bosnia-Erzegovina, dove tra l’altro rimase coinvolto in una cospirazione contro il governo austriaco che gli costò un periodo di carcerazione.

Ceramiche dell’antica età del Bronzo da Grotta Lazzaro esposte nel Museo di Modica

(foto L. Nifosì)

Il viaggio di Evans in Sicilia inizia sul fiume Assinaro e prosegue poi per Eloro, Spaccaforno, Cava d’Ispica, Modica, Scicli, Ragusa, Santa Croce Camerina e Gela.
A Modica Evans, oltre Cava d’Ispica e la città, visita il «piccolo museo dell’Istituto Tecnico» dove esamina le ceramiche provenienti dalla Cava Lazzaro. Sono le ceramiche rinvenute dalle ricerche di Stoppani e Maugini che Evans descrive con attenzione e che vengono pure disegnate nel suo taccuino di viaggio.

Ceramiche dell’antica età del Bronzo da Grotta Lazzaro esposte nel Museo di Modica

(foto L. Nifosì)

Questi reperti descritti da Evans e Orsi sono le prime ceramiche dell’età del bronzo scoperte in Sicilia e Modica e i suoi Musei hanno avuto il privilegio di essere al centro dell’attenzione dei grandi archeologi europei dell’800.

 In copertina: un reperto di ceramica dell’antica età del Bronzo da Grotta Lazzaro esposta nel Museo di Modica.  (Foto L. Nifosì) 
Bibliografia

– G. Di Stefano, La collezione preistorica della Grotta Lazzaro nel Museo Civico di Modica, in Sicilia Archeologica, XII (1979), n. 41, pp. 91–110.
– G. Di Stefano, Arthur Evans ed Epidaurum, in L’archeologia dell’Adriatico dalla preistoria al Medioevo (Ravenna, 7–9 giugno 2001), Firenze 2003, pp. 426–429.
– P. Pelagatti, F. Muscolino, Arthur Evans Sicily 1889, appunti di viaggio tra archeologia e storia, Roma 2019.
– N. Cucuzza, Arthur Evans. Un archeologo inglese in Italia e in Sicilia alla fine dell’Ottocento, Roma 2022.
– A. Romeo, Studi preistorici della Sicilia, Catania 2024.

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