NUOVE SCOPERTE PUNICHE A PALERMO

Il Castrum e la Necropoli di Hierkte a Fondo Raffo, 264-240 a.C.

by Francesca Mercadante
19 views

Le indagini storiche e archeologiche hanno avuto la possibilità, attraverso la metodologia di Geo-archeologia, di  ampliare il campo di ricostruzione della frequentazione del sito. La sua applicazione, nella trattazione di un enigma  storico territoriale, quello della individuazione del Castrum o fortezza di Hierkte, perno militare punico della difesa del territorio di Panormus, (254 a.C.), fu risolutivo. 

Così il ritrovamento della difesa militare punica su Monte Billiemi, lungamente ricercata nei secoli  da eruditi e storiografi, il suo contesto archeologico di sito e necropoli sconosciuta nella Piana di Palermo, in corrispondenza del Billiemi, hanno permesso di riscrivere in dettaglio, con cognizioni di causa, aspetti mai analizzati prima, da diversi punti di vista, geografico-territoriale, archeologico, di difesa militare, ma soprattutto storiografico, utili per la ricostruzione dell’ultima permanenza punica nel territorio di Panormus

L’individuazione di un contesto territoriale accertato, ove avvenivano i fatti narrati dalla fonte storica,, ha finalmente fatto chiarezza non solo localmente ma, di riflesso, anche dell’intero Mediterraneo, poiché  corrispose al “passaggio” della Sicilia da mano punica a mano romana

Dalle fonti, individuate in Polibio (Storie Libro I – 56) e in Diodoro Siculo (Biblioteca Storica Libri XXI-XL, Frammenti su Roma e l’ellenismo), si hanno le uniche istruzioni valide per la ricerca. In Polibio (I, 56, 5), si ha la indicazione geofisica di “luoghi” intorno a Hierkte (Eircte): piana, monte, poggio, acropoli, punto di osservazione, che caratterizzavano il territorio, identificabili attraverso un toponimo: presso e sopra-Eirctens (Polibio I, 56, 3). 

Un luogo che, grazie alle nuove interpretazioni dei suoi significati, viene, oggi, inteso come     

Confini, ovvero presso e sopra-Eirctens, uguale a presso e sopra i Confini.  

In Diodoro, invece, si evidenziano gli aspetti militari del luogo: una roccaforte imprendibile un phrurion o fortezza chiamata di Eirctens o Castrum di Hierkte (Castrum dei Confini).

Polibio, nella trattazione della Prima Guerra punica,  riporta i fatti occorsi tra Romani e Punici per la ripresa della Città, dopo che questa era stata conquistata dai Romani, ad opera di Lucio Cecilio Metello, nel 251 a.C., che aveva combattuto contro l’esercito cartaginese, guidato da Asdrubale (figlio di Annone), con il bottino dei temibili elefanti.  

Riporta la la predetta fonte che, dopo 18 anni di guerra, a condurre le operazioni militari era stato chiamato  Amilcare Barca, un ammiraglio in capo di tutta la flotta punica. Questi, conoscitore dei luoghi, per condurre le operazioni militari finalizzate alla ripresa di Panormus …”che era la città più importante dei possedimenti punici”,… aveva preso posto presso un monte, che aveva ottima sussistenza e riparo e un ottimo punto di osservazione a mare e a terra, per le battaglie da sostenere. 

Dunque la prima cosa da effettuare nella ricerca del Castrum fu la individuazione del suo territorio, in cui era necessario ritrovare le condizioni geografiche, che potessero soddisfare  le tattiche di strategia militare di Amilcare. 

 Il Territorio di Panormus è strettamente circoscritto ed identificabile dal limite della corona dei Monti di Palermo, che a Nord/Nord-Ovest offre la punta a mare di Monte Billiemi fino alla penisola di Isola delle Femmine-Punta Catena, mentre a Sud/Sud- Est ha Monte Grifone con Punta Sferrovecchio, che chiude sulla costa, nei pressi dell’attuale centro di Romagnolo.

Il punto estremo di chiusura della Piana di Ovest, sulla costa, tra Monte Gallo e Monte Billiemi, è dato dalla Portella di Sferracavallo dove, a mare, è possibile approdare nell’ampio litorale tra Carini e Sferracavallo ed adoperare anche i piccoli approdi di Isola delle Femmine, della Cala, di Sferracavallo, di Barcarello e di Pietra Tara.

Fig. 1 - Contesto del territorio di Panormus in rapporto al Castrum di Hierkte

L’ampia indagine morfo-territoriale tra la costa di Carini e Sferracavallo, comprensiva di Monte Billiemi e dei suoi accessi, si rivelò esaustiva per la comparazione tra il Monte, la costa e i luoghi descritti dalle fonti storiche.

L’indagine storico-archeologica, alla ricerca del Phrourion di Hierkte diede i suoi frutti nel ritrovare a Cozzo San Rocco, uno di Pizzi sopra i pianori di Monte Billiemi, a mt.733 s.l.m., una formidabile  cinta muraria,  che conservava ancora pertinenze militari, come le due postierle a guardia della Città.  La fortificazione, le cui possenti mura a doppio paramento sono in parte abbattute, con le sue attinenze interne e la cisterna esterna, nella quale ristagna ancora oggi umidità,  non ha eguali sul Monte Billiemi, né sui Monti Pellegrino e Gallo. 

Di fatto, solo dalla cima di Cozzo San Rocco si ha in unico colpo d’occhio sulla la Piana dei Colli, da Capo Gallo a Solunto, e il Pellegrino è osservabile in tutta la sua lunghezza dall’alto, mentre la Città, con l’approdo della Cala, appare netta e vicina.

Fig. 2 - La fortificazione di Cozzo San Rocco - Castrum di Hierkte, Monte Billiemi

L’indagine morfo-territoriale-archeologica su Monte Billiemi diede risultati univoci, le architetture murarie militari, i resti ceramici e monetali di superficie, ritrovati entro la fortificazione di Cozzo San Rocco, datano al V-III sec. a.C. 

Tutti i reperti  ceramici ivi ritrovati sono stati pubblicati (Mercadante 2006 Le fortificazioni…) e consegnati alla Soprintendenza di Palermo.

Fig. 3 - Planimetria aerea del Castrum di Hierkte. B - le postierle rivolte alla Città; A - le mura ciclopiche abbattute; E - cisterna. D - settore di rinvenimento della moneta di Agatocle, in uso presso le truppe di Pirro

Resta di importanza fondamentale il ritrovamento della moneta di Agatocle, in uso durante l’azione di Pirro nel territorio di Panormus,  ancora una volta validata da quanto sostenuto da Diodoro Siculo …”ed egli Pirro, prese tutti i possedimenti compreso il Castrum di Hercte”… 

Ma non solo, fu chiaro perché fosse tanto importante da essere ripetutamente menzionato da Polibio e Diodoro.

Il punto di avvistamento strategico militare del Frurion ha dato la opportunità di interpretare e comprendere il modus operandi militare punico.  In primis, le piccole strutture o arxs militari, del periodo fenicio-punico, riscontrati su tutti i pizzi dei Monti di Palermo (altro Phrourion  o punto di avvistamento altrettanto importante è quello del Castellaccio, a guardia della viabilità del fiume Oreto), davano difesa al Territorio di Panormus, che così appare munito, nella sua integrità di avvistamento e difesa, di un apparato militare fortificatorio formidabile.

Nello specifico, nel territorio di Ovest, insiste, fra i punti di avvistamento, una corrispondenza ottica, atta a vigilare su una porzione del territorio della città di Panormus.

Fig. 4 - Sistema ottico strategico militare a maglia delle arxs di fortificazione fenicio-punico ritrovati sui Monti ad Ovest di Panormus. in b luoghi forti di avvistamento: Cozzo San Rocco, Cuccitello, Castellaccio.

Perdere il Phrourion dei Confini aveva il significato di essere sconfitto sullo scacchiere militare con la perdita della Regina Panormus. Il Castrum era il punto strategico militare di avvistamento più importante ad Ovest, da dove osservare a mare la flotta e, nella Piana; rimanerne privo, significava che tutta la difesa del territorio della Città era perso. 

Il Sistema di fortificazioni militari puniche di Monte Billiemi ha forti analogie con le opere di difensiva militare puniche della Sardegna, esso risulta replicabile, così come l’impianto punico di Panormus, identico a quello del sito di Monte Sirai,  però rimane entro un quadro di difesa localizzata al territorio della città di Panormus, definendo in ultimo, le opere militari del Confine, a partire dal mare ad occidente della Città. 

Il Phrourion di Cozzo San Rocco appare quale esempio di architettura militare fenicio- punica per la prima volta rilevabile per la Sicilia, nella sua interezza di fortezza munita di ubicazione su alture non elevate, sommità pianeggianti e fianchi scoscesi, posto nel luogo meno accessibile, al quale si accompagnava un abitato di carattere civile più o meno esteso, di non secondaria importanza rispetto al complesso militare. 

E dunque appare ora plausibile rileggere la storiografia delle battaglie tra Romani e Punici ad Ovest di Panormus.

Fig. 5 - Contestualità territoriali di svolgimento delle azioni militaritra cartaginesi e romaniper la conquista dei Territori di Panormus III sec. a.C.

L’ultimo tentativo cartaginese, questa volta da parte di Abdmelqart Barqa, non contemplava una sortita di penetrazione dai Monti, bensì iniziava dal mare e dal luogo presso i Confine del territorio ad Ovest di Panormus dove, da Ammiraglio in capo della flotta cartaginese, sbarca e pone in sicurezza i legni e le truppe. Resta plausibile l’ipotesi che il campo di battaglia di Abdmelqart fosse sotto le propaggini dei due monti, tra il Pellegrino e il Billiemi, sottostante al Castrum di Hierctens di Cozzo San Rocco, la fortezza militare dalla quale seguire le battaglie nella Piana.

La ripresa di Panormus aveva per i Cartaginesi vitale importanza, se Amilcare condusse una vera e propria guerriglia di nervi, corpo a corpo per quasi tre lunghi anni, finché, forse accortosi del pericolo incombente, o per procurare una vincita all’esercito stanco, decide l’ennesimo diversivo, ossia attaccare i Romani dell’Erice. Una fatale decisione, che si concluderà con la grande sconfitta della flotta cartaginese a largo delle Egadi. Una sconfitta che sancirà la conquista della fortezza militare del Castrum dei Confini, del Territorio di Panormus e della Regione di Panormus da parte di Roma e la fine del dominio punico nella Sicilia occidentale.   

I risultati delle analisi sia territoriali che topografiche, condotte in nove anni di studi e ricerche, hanno portato al ritrovamento del Castrum di Hierkte (V-IV secolo a.C.) su Monte Billiemi e dell’intero apparato militare punico posto ad Ovest dei Monti di Palermo a difesa del Territorio di Panormus; inoltre,  alla scoperta di una nuova e grande necropoli punica, qui denominata  di Hiercte (inedita) in relazione al Castrum,  con la possibilità di ricostruire  i luoghi a mare, dove sostò la flotta punica, e gli accampamenti della battaglia di “trincea”, sostenuta dai Punici contro i Romani per la riconquista della città, nella Piana dei Colli.

La ricerca è possibile trovarla nel volume Le Fortificazioni Fenicio puniche dei Monti di Palermo. Il Sistema difensivo occidentale e il Castrum di Hierkte. Mercadante F., Ed. del Mirto Palermo 2006.

1- https://www.academia.edu/27782388/

           Le_fortificazioni_fenicio_puniche_dei_Monti_di_Palermo_1_pdf

2- https://www.researchgate.net/publication/375927023_

          Aggiornamento_ricerca_del_Castrum_di_Hierkte_e_la_necropoli_di_Fondo_Raffo_Palermo

Leave a Comment

Articoli correlati