Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato stampa del Prof. Carmelo Monaco, docente di Geologia Strutturale e Rischi Geologici dell’Università di Catania
“Il dissesto avvenuto ieri nel settore occidentale di Niscemi (v. immagine Google Earth) è una frana di tipo complesso già presente nella cartografia del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) della Sicilia (anno 2006), etichettata con la sigla 077-2NI-079. Come si evince dalla relativa mappa allegata e dalla tabella con l’elenco dei dissesti, l’area era già stata considerata a pericolosità P4 (molto elevata) e parte delle strade e delle abitazioni presenti sul coronamento era stato etichettato a rischio R3-R4 (elevato-molto elevato).
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Si tratta di un fenomeno dalle dimensioni enormi, difficilmente contenibile, che ha riattivato in parte una frana già esistente avvenuta il 12 ottobre del 1997 (v. Carta del Comune di Niscemi), estendendosi ulteriormente verso nord (v. immagine Google-Earth). Il fenomeno è dovuto allo scivolamento verso valle delle argille sottostanti il piastrone arenaceo-sabbioso su cui è costruito l’abitato di Niscemi.
Lo scivolamento verso valle delle argille, poco resistenti quando imbibite d’acqua, causa lo scalzamento alla base delle arenarie poco cementate e l’arretramento progressivo della corona di frana. Le abitazioni costruite sul ciglio della scarpata sono quindi ad alto rischio e l’arretramento progressivo della corona potrebbe coinvolgere in futuro altre abitazioni retrostanti”. Lo ha affermato Carmelo Monaco, docente di Geologia Strutturale e Rischi Geologici presso l’Università di Catania, referente della Società Geologica Italiana e Consigliere di Sicilia e Natura.
