LA CASA DELLE TARTARUGHE MARINE A LAMPEDUSA SI E’ FERMATA

Una storia di ordinario volontariato molto apprezzato e per nulla gratificato

by Daniela Freggi
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Dal 1990 l’Associazione Caretta caretta, proprio come il nome della tartaruga che protegge, opera e si impegna per la salvaguardia delle tartarughe marine sulla più grande delle tre isole Pelagie: Lampedusa, immersa nel canale del Mediterraneo che separa l’Europa dall’Africa.

L’Associazione in questi oltre 30 anni ha realizzato un piccolo ospedale per questa specie a rischio di estinzione, e nonostante la mancanza di qualsiasi sostegno economico, nei decenni il piccolo Centro è diventato un punto di riferimento nel mondo per aver salvato oltre 6000 tartarughe. Le attività svolte hanno cercato di sostenere la conoscenza scientifica e la ricerca attraverso la costante collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari ed il Prof. Antonio Di Bello per lo sviluppo di nuove tecniche riabilitative, ma anche per realizzare incontri di formazione per molti colleghi del Mediterraneo e oltre. L’ultimo incontro tenutosi a Lampedusa fra professionisti della cura delle tartarughe si è tenuto nel novembre 2021: nonostante le difficoltà dell’emergenza pandemica, oltre 30 veterinari da vari Paesi del Nord Africa sono arrivati a Lampedusa per partecipare al corso di formazione sulla riabilitazione delle tartarughe sponsorizzato da RAC/SPA.

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foto 1 - Tartaruga in osservazione dopo un trauma da collisione

Negli anni il Centro Recupero ha cambiato più volte sede, l’ultima era situata dal 2020 presso una parte dell’impianto di Acquacoltura a Punta Sottile nella parte est dell’isola. Circondata dal mare su 3 lati, comprendeva una trentina di vasche, fra cui 4 vasconi da 35 mila litri per le pazienti a lunga degenza: questo ci ha permesso di sviluppare un progetto di arricchimento ambientale per stimolare la loro convalescenza; inoltre c’erano 4 corridoi didattici per la divulgazione, un laboratorio per le analisi ed una sala chirurgica completa.

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Foto 2 - Sala operatoria

Purtroppo i costi di questa sede sono diventati negli anni sempre più insostenibili, non fronteggiabili da una piccola associazione di Volontari come la nostra: a nulla sono valsi i numerosi tentativi per trovare una nuova sede idonea o la ricerca di un sostegno economico e così il 1° marzo il Centro ha trasferito le ultime 4 pazienti presso il Centro Recupero Provinciale che gestiamo dal 2018 a Cattolica Eraclea. Erano oltre 30 anni che sull’isola c’era sempre almeno una tartaruga marina, in attesa di riprendersi dai danni spesso causati dalle azioni umane.

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Foto 3 . Tartaruga degente in vasca

Il faticoso, ma soprattutto doloroso trasloco del materiale scientifico, medico e di convalescenza, in un deposito messo a disposizione dal Comune non ha però scalfito la determinazione e la passione della squadra di Volontari che si alterna nelle attività di salvaguardia e cura delle ospiti del Centro.
Sempre alla ricerca di una nuova sede, durante l’estate grazie a tanti Volontari provenienti da varie parti d’Italia, ma a volte anche da più lontano, abbiamo risposto alla richiesta d’aiuto dei pochi ma preziosi pescatori sensibili, che incuranti delle difficoltà burocratiche, hanno continuato a portare a terra le tartarughe allamate per consentirci di curarle. Certo, sull’isola possiamo solo visitarle velocemente: se stanno bene, le tartarughe dopo le misurazioni di routine e la marcatura con targhette di riconoscimento, ritornano velocemente nel loro mare. Se invece presentano problemi medici, devono essere trasferite presso il nostro Centro Provinciale di Agrigento, dove il nostro veterinario Dr. Pietro Santalucia, dopo le indagini di routine, programma il loro percorso terapeutico, dalla chirurgia per l’estrazione di amo o lenze, ad eventuali amputazioni o terapie.

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foto 4 - Vasche per la convalescenza
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Foto 5 - Recupero di Caretta caretta da parte di un pescatore locale

Da oltre 30 anni le tartarughe marine sono diventate il simbolo di Lampedusa, presente su tutti i souvenirs venduti in ogni negozio: temiamo però che le tematiche ambientali spesso possano essere sottovalutate, strumentalizzate o peggio affrontate senza competenza e professionalità. Questo mette a rischio il futuro delle tartarughe marine, annullando gli sforzi di tanti Volontari e sostenitori per un futuro migliore non solo per le tartarughe marine ma anche per noi umani, depositari di un pianeta ancora meraviglioso. La parola chiave dovrebbe essere collaborazione, il miglior strumento con cui
affrontare le sfide! Serve l’impegno di tutti, di tanti per insieme proteggere il nostro mare e le sue creature! E’ vero, probabilmente solo le Istituzioni possono trovare una soluzione definitiva, individuando una sede da mettere a disposizione dell’impegno di professionisti riconosciuti a livello mondiale come un punto di riferimento e quello di tanti Volontari: ognuno di noi può far sentire la sua voce a sostegno di questo sforzo immenso.

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Foto 6 - Laboratorio

Intanto tutti possono aiutare e sostenere, contribuendo e condividendo la campagna di raccolta fondi seguendo il link:

https://www.gofundme.com/f/nuova-vita-al-centro-recupero-tartarughe-marine?sharetype=teams&member=4343694&utm_medium=copy_link&utm_source=customer&utm_campaign=p_na+share-sheet&rcid=6c8d07a59dc944019d876fd7a953a5c4&fbclid=IwAR0wOG4LLwbvLs2sT7xU3fjuZDkShuOBeNorUs-UaRXOKZVyW3id0xO0QpY

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Foto 7 - La libertà dopo la guarigione

Per qualsiasi informazione è sempre possibile contattare il 3382198533.

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Foto 7 - Il Centro visto dal mare

In copertina: assistenza chirurgica ad una Caretta caretta in sala operatoria

1 comment

Lucia 29 Ottobre 2023 - 7:01

È davvero una vergogna, un sacrilegio, da parte delle amministrazioni comunali, regionali e del ministero, preposti alla cura e alla salvaguardia dei ns mari e delle Tartarughe Marine Caretta Caretta, in pericolo di estinzione a causa del menefreghismo dell’uomo.
Da oltre 30 anni la Dr.ssa Daniela Freggi, dato l’anima nei vari centri di Lampedusa, ha aiutato e curato oltre 6000 Tartarughe salvandole da morte certa.
È una grande autorità a livello mondiale, insieme al Prof Antonio di Bello, per le loro tecniche di intervento, meno invasive che portano ad un recupero più veloce ed il ritorno in mare delle tante Tartarughe guarite.
Sono sempre invitati in tutto il mondo per fare formazione a tanti altri veterinari e ai responsabili di moltissimi centri.
Invece Lampedusa, non fa niente per mantenere viva questa eccellenza.
I tanti turisti che ogni anno accorrevano a visitare il Centro di Recupero, da quest’anno non avranno più questo privilegio di vedere da vicino le tartarughe degenti e, non potrà più essere fatta informazione per responsabilizzare tutti ad essere più attenti ed evitare di buttare tutto in mare per salvaguardare il ns pianeta.
I tantissimi volontari che ogni anno accorrono a Lampedusa per dare il proprio contributo per una vacanza alternativa e ricca di grandi emozioni.
Ecco tutto questo Lampedusa lo perde se non riesce a dare alle tante Tartarughe di passaggio nei mari di Lampedusa la possibilità di salvarsi in caso di difficoltà, grandi o piccole che siano.
IL CENTRO DI RECUPERO DELLE TARTARUGHE MARINE CARETTA CARETTA, NON DEVE MORIRE .
Per favore aiutatelo, se fino ad ora non è costato nulla alle casse locali, regionali, statali, adesso è ora che si trovino i fondi necessari ad una nuova sede.
Grazie a nome dei tanti volontari

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