I GLOBAL GEOPARK: UN’AGRICOLTURA EROICA AMICA DEL TERRITORIO

by Giuseppe Maria Amato
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Interventi concreti per celebrare la Giornata Mondiale del Suolo

I Global Geopark celebrano il 5 dicembre la Giornata mondiale del suolo 2022, con l’obiettivo di evidenziare l’importanza del suolo come componente fondamentale del sistema naturale e il suo contributo al benessere umano dell’importanza di
mantenere ecosistemi sani.
Il tema della celebrazione di quest’anno è “Suoli: dove inizia il cibo” mira, secondo le Nazioni Unite, a sensibilizzare sull’importanza di mantenere ecosistemi sani e benessere umano affrontando le crescenti sfide nella gestione del suolo e
incoraggiando i gruppi sociali e in particolare agricoltori per migliorare la salute del suolo.
Gli UNESCO Global Geopark offrono luoghi unici per la protezione e l’uso saggio del suolo, basti pensare al paesaggio tutelato della magnifica Valle di Scaldaferro, tra Enna e Calascibetta, il cui vincolo nacque per proteggere quello che appare ancora oggi come il paesaggio maggiormente legato al medioevo siciliano.

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1 - Terrazzamenti nella Riserva Naturale Orientata di Rossomanno

Ma perché i Global Geopark dell’UNESCO, che in Sicilia contano due dei più “antichi” componenti della prestigiosa lista, si sono attivati per questa ricorrenza?
Intanto perché il suolo è una risorsa, una risorsa non da poco, esso, vivente, è una sorta di superorganismo sul quale e dal quale dipende ogni forma di vita esistente sulla terraferma. Il suolo è il luogo della decomposizione e contemporaneamente della rinascita, è il motore della ciclicità che ha consentito sin dal primo apparire delle piante sulla superficie terrestre circa 600 milioni di anni addietro che il Pianeta fosse in grado di supportare l’esplosione della vita al di fuori delle acque marine.
Il suolo, poi, è una risorsa difficile da considerare, se gli antichi contadini ne sapevano bene riconoscere le potenzialità, sapendolo distinguere in una pedologia ante litteram, sapendolo difendere con i cicli di rotazione agraria, con le cure, con la spasmodica ricerca dei mezzi di difesa del suolo stesso, oggi e dall’introduzione dei grandi mezzi motorizzati e della chimica di sintesi, noi moderni abbiamo perso la percezione stessa della ricchezza del suolo.

Calanchi di Borgo Cascino I GLOBAL GEOPARK: UN'AGRICOLTURA EROICA AMICA DEL TERRITORIO
2 - Calanchi di Borgo Cascino

Oggi tra cambiamento climatico, aggressione e saturazione per l’aumento esponenziale delle aree urbane ed industriali ed effetti della agricoltura estensiva supportata dalla chimica di sintesi, il suolo sta sempre più velocemente scomparendo.

Ad esso si sostituisce una superficie sempre meno viva, sempre meno ricca di nutrienti e di quelle incredibili forme di vita specializzate nel rendere fluida e costante la ciclicità dei nutrienti nei diversi ecosistemi. Il suolo è la nostra casa, il nostro sostentamento, il nostro collegamento primario con la Natura e oggi soffre. In Sicilia, poi, soffre più di tante altre parti del Bel Paese e dell’Europa tutta. Soffre per le migliaia di anni di sfruttamento cerealicolo, per le pessime pratiche del debbio, per scelte disastrose che hanno eliminato quasi ogni superficie forestale e a macchia almeno in tutte le aree planiziali e collinari.

Pensate a cosa dovevano essere sino a due secoli addietro le valli dei fiumi siciliani nelle loro parti di pianura, grandi aree di espansione con golene, arenili e impaludamenti caratterizzate da una vasta vegetazione arboreo-arbustiva che ancora
fa capolino nelle tradizioni dell’artigianato rurale siciliano con i cesti, i “panari”, i cannizzi” le “gassine”.  

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3 - La Riserva Naturale di Rossomanno

Oggi la difesa del suolo è una battaglia che deve coinvolgere le comunità, verso la quale va riveduta l’essenza stessa del “contadino” che da mero elemento produttivo deve essere rivalutato come operatore della salvaguardia del suolo, custode delle tradizioni colturali e di regimentazione diffusa, “soilsaver”.
Soprattutto laddove le pendenze, unite all’abbandono delle pratiche colturali d’eccellenza, la cosiddetta “agricoltura eroica”, hanno letteralmente demolito l’antico paesaggio di grandi parti della nostra Sicilia.
Proprio l’agricoltura eroica, con terrazzamenti, forestazioni fruttifere, regimentazioni delle acque di ruscellamento, creazione di canalizzazioni utili all’irrigazione, insomma una visione certosina dello “stare in campagna”, è la chiave di volta per ricostruire il nostro rapporto con il suolo. Così il Rocca di Cerere Geopark, da poco più di un anno dotatosi anche di una rete consortile di aziende strettamente legate al territorio ed ai suoi valori antichi, lavora per la ripresa delle antiche e buone pratiche colturali, per la riattivazione dei percorsi ciclici, per fare della eroica lavorazione la base della difesa del suolo e della rinascita del paesaggio

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4 - Argille e marne erose a Capodarso
Nella foto di copertina, il paesaggio dalla cima della Rocca di Cerere

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