A SCUOLA DI ECOLOGIA FLUVIALE

by Monica Giampiccolo
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I ragazzi del Ferraris di Ragusa tra Irminio e torrente Volpe

Di Antonino Duchi e Monica Giampiccolo

L’attenzione per l’ambiente passa anche dai banchi di scuola. Sempre più spesso gli istituti
inseriscono tra le loro attività integrative dei progetti mirati a sensibilizzare gli studenti sulla
salvaguardia dell’ambiente, sul risparmio energetico e su tutte le tematiche connesse.
Le scuole della Provincia di Ragusa hanno sempre dimostrato una certa sensibilità verso l’argomento,
sviluppando spesso dei progetti in collaborazione con esperti del settore o accogliendo prontamente
delle attività proposte da professionisti esterni.

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Prelievo macroinvertebrati con retino

Proprio tra queste ultime si inserisce il progetto di Educazione Ambientale attivato,
nell’Anno Scolastico appena concluso, dall’ l’I.I.S. “G. Ferraris” di Ragusa, guidato dalla Dirigente
Giovanna Piccitto.
L’occasione è stata data dall’attivazione in provincia di Ragusa del progetto “Implementazione
dell’incubatoio per l’allevamento, la salvaguardia e la conservazione della Trota macrostigma
(Salmo cettii)” promosso dal Dipartimento Pesca della Regione Sicilia e attuato dal Libero Consorzio
Comunale di Ragusa (PO FEAMP 2014/2020 – Misura a titolarità 2.51). Esso infatti prevede – tra le
varie attività – un monte ore di educazione ambientale da svolgersi presso gli Istituti della provincia
per porre l’accento sulle peculiarità e le problematiche del nostro territorio. In quest’ambito si
inserisce la nostra collaborazione specialistica, in relazione alla nostra lunga esperienza di
realizzazione di vari progetti legati all’ambiente in molte scuole della Provincia, utilizzando
metodologie innovative ed accattivanti per catturare l’attenzione dei ragazzi.

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Leaf pack - Pacchetti di foglie sul letto del fiume

L’istituto tecnico ragusano ha ravvisato nella nostra proposta l’occasione per
svolgere alcune delle ore previste dal PCTO (cioè il piano trasversale per l’orientamento previsto nel
triennio) in modo originale, ma anche di far conoscere ai ragazzi l’ambiente in cui vivono. Un piccolo
segnale di ritorno alla normalità, dopo le restrizioni degli ultimi anni dovute al COVID.
Ecco allora che gli alunni delle classi 3^A Chimica e 4^A Chimica, guidati dall’insegnante Fabio
Fatuzzo, hanno avuto modo di conoscere l’habitat fluviale e di svolgere delle attività pratiche di
monitoraggio presso la confluenza tra il fiume Irminio ed il suo affluente torrente Volpe. L’interesse
mostrato dai ragazzi fin dall’incontro di presentazione ci ha incoraggiato a sviluppare a livello locale
alcuni modelli internazionali e innovativi di ricerca e monitoraggio. Quindi gli studenti, oltre a
misurare alcuni parametri del corso d’acqua e imparare a riconoscere i Macroinvertebrati da loro
prelevati nel torrente, sono stati coinvolti in attività come:
– i Leaf-pack, cioè la realizzazione di pacchetti di foglie da posizionare sul letto del fiume per
rilevare la colonizzazione da parte dei Macroinvertebrati (che sono quelli visibili ad occhio nudo) in
un certo lasso di tempo (un mese nel nostro caso) e i tempi di degradazione naturale del materiale
organico (in questo caso le foglie);

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Studente in attività
– il River Litter, ossia il calcolo della presenza di rifiuti lungo i fiumi, seguendo un preciso protocollo
legato alle categorie internazionali OSPAR (Convenzione per la protezione dell’ambiente marino del
Nordest Atlantico, in atto dal 1992). Tale attività è un’evoluzione della Direttiva europea Marine
Strategy emanata dal Parlamento europeo nel 2008 a tutela dei mari e -per estensione- delle acque
interne;
 
– il Fieldcast, ovvero il collegamento diretto online che ha permesso ai ragazzi – che si trovavano
nelle loro aule- di interagire con noi che ci trovavamo sul luogo dei campionamenti. In tal modo è
stato loro possibile partecipare alle attività di monitoraggio previste senza lasciare l’Istituto
scolastico.
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Riconoscimento macroinvertebrati

È sicuramente la prima volta che queste modalità altamente specialistiche e avanzate vengono
applicate in Provincia di Ragusa, ma è molto probabile che questa sia la loro prima attuazione in
Sicilia poiché non ci risultano pubblicazioni al riguardo.
Obiettivo del programma è stato senza dubbio l’integrazione tra la conoscenza degli ecosistemi
presenti sul territorio e le competenze specifiche del corso di studi.
I ragazzi, sotto la nostra supervisione, hanno quindi operato nei Laboratori dell’Istituto per imparare
a riconoscere i Macroinvertebrati da loro prelevati, usando i microscopi e degli appositi manuali. A
completamento delle attività e sotto la guida dalla prof.ssa Carmen Occhipinti, gli stessi hanno
effettuato alcune analisi chimiche su un campione d’acqua prelevato dal corso d’acqua durante una
delle uscite.
Coinvolgere gli studenti in attività pratiche di salvaguardia dell’ambiente è senza dubbio un modo
per renderli dei soggetti attivi in tal senso, poiché prendere parte alla realizzazione pratica dei
campionamenti del territorio li ha resi più consapevoli delle problematiche ambientali e partecipi del
processo di salvaguardia.
Per dare completezza e struttura ai dati raccolti, gli stessi sono stati infine elaborati in apposite schede
e condensati in un poster che è stato caricato sul portale dell’Istituto ed è visionabile sul sito https://istitutoferraris.it/index.php/progetti-attivit%C3%A0
Lo stesso poster è stato proposto per la presentazione al Convegno internazionale di ecologia che si
terrà a dicembre in Inghilterra.

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