IL TORRENTE PETRARO

by Rosario Zaccaria
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Un luogo intriso di storia

Il Petraro è uno degli oltre trenta Torrenti che solcano il territorio del Comune di Scicli che è caratterizzato da profondi canyon carsici, solcanti l’intero tavolato ibleo.

Il Torrente nasce in territorio di Modica dove si snodano la Cava Di Mele e la Cava Cugno che confluendo formano il Petraro a partire da una quota di 116 m s.l.m.. Affluente in sponda idraulica dx è pure la Cava Labbisi. Prima di sfociare, attraverso l’arenile di Sampieri, nel Mar Mediterraneo, forma il Pantano Pisciotto, un ecosistema di pregevole interesse per la conservazione di specie animali e vegetali, soprattutto per l’avifauna durante la migrazione.

Carcara IL TORRENTE PETRARO
Carcara

L’alveo torrentizio, tra l’altro coincidente in parte con il limite amministrativo tra Scicli e Modica, è caratterizzato talora dalla presenza di abbondanti ciottoli di calcare duro dal colore bianco latteo, talora dal
substrato roccioso carsificato come testimoniato dalla presenza di numerose vaschette e incisioni più o
meno profonde che in occasione di piogge ricolme di acqua costituiscono delle temporanee riserve per gli
animali.
Lungo i versanti è facilmente possibile imbattersi in ipogei sepolcrali, piazzole militari, carcare, masserie,
grotte, complessi idraulici.

Masseria Casa Labbisi IL TORRENTE PETRARO
Masseria Labbisi

Ben visibili difatti sono ancora le tracce di alcune tombe scavate all’interno di un ipogeo. Più di una sono le
piazzole militari, alcune con la copertura ed altre non, a testimonianza che l’area doveva essere considerata
strategica.
Il Torrente è quasi sempre in secca, tranne per il tratto prossimo alla strada provinciale che conduce per
Pozzallo che perennemente è interessato dal ruscellamento delle acque provenienti dal canale di irrigazione
del consorzio di bonifica che termina in questo luogo. Quivi prosperano canne, oleandri ed essenze adatte a
questo ambiente umido.
Altre piante adatte a vivere in ambienti ostili per via del poco terreno vegetale e della scarsità delle piogge
sono il lentisco, il terebinto, l’euforbia, la ginestra, l’olivastro, l’asfodelo, la palma nana, il timo, il rovo.
Abbondanti sono gli alberi di carrubo. Non manca la presenza di arnie per la produzione del miele di timo,
di asfodelo, di carrubo o millefiori.

Panoramica del Torrente Petraro IL TORRENTE PETRARO
Panoramica del Torrente Petraro

Tipiche sono le masserie con muratura a faccia vista con tetto a falde in canne e gesso e coppi siciliani. Conci di calcare duro legati da malta di calce costituiscono i muri portanti dei fabbricati costruiti sapientemente in punti estremamente panoramici fino al mare. Proprio il Petraro è uno dei luoghi dove rimane la testimonianza della produzione della calce con la presenza di due carcare, fornaci costruite per cuocere i ciottoli di calcare duro prelevati dal Torrente.

Ingresso dellipogeo sepolcrale IL TORRENTE PETRARO
Ingresso dell'ipogeo sepolcrale

Numerose e voluminose sono le grotte, un tempo adibite ad abitazione probabilmente per i braccianti, poi
a fienili o magazzini o stalle. Non è da escludere che siano state utilizzate come luoghi di rifugio durante
l’ultimo conflitto mondiale, così come testimoniato per altre aree rupestri.
Tante sono le opere idrauliche costruite come i canali monolitici poi unite da malta o canali direttamente
scavati nella roccia alla base delle pareti rocciose a strapiombo che captano le acque di pioggia per
convogliarle nelle cisterne utili per accumulare riserve d’acqua per il periodo estivo. Accanto abbeveratoi,
scifa e pilozze costituiscono dei veri complessi idraulici. L’acqua serviva oltre che per gli usi domestici anche
per abbeverare gli animali.

Piazzola militare con copertura IL TORRENTE PETRARO
Piazzola militare con copertura

Ampie spianate di rocce calcaree, site in posizioni ventilate, costituivano luoghi per la trebbiatura. Tracce di
scalinate scavate nella roccia per facilitare il superamento di luoghi irti, in più parti sono presenti.
In conclusione il Torrente Petraro intriso di storia e bellezza ambientale e paesaggistica, ancora poco
contaminato, costituisce sicuramente un’oasi da salvaguardare.

Bibliografia
ZACCARIA R. (2008) Gli aspetti geologici relativi alla nascita delle carcare. Esplorambiente Editore, Scicli
(RG), Quaderni di Esplorambiente n. 1.
ZACCARIA R. (2020) Le carcare e i muragghi dell’altopiano ibleo. Società italiana di Geologia Ambientale,
Geologia dell’ambiente N. 2/2020.
SCATÀ M. (di) “Gli aspetti naturalistici: flora e fauna” in Cava Sant’Antonino (Ronnafridda). Un sito da
valorizzare, QUADERNI DI ESPLORAMBIENTE N. 2 – Associazione Esplorambiente, Scicli (RG) 2009.
ZACCARIA R. (di) “Gli aspetti geografico-geologici” in Cava Sant’Antonino (Ronnafridda). Un sito da
valorizzare, QUADERNI DI ESPLORAMBIENTE N. 2 – Associazione Esplorambiente, Scicli (RG) 2009.
MILITELLO P. (a cura di) Scicli: Archeologia e territorio Progetto K.A.S.A.2008
BELLUARDO S., CIAVORELLA G. (di) Alla ricerca della grande dea. L’architettura preistorica rupestre negli
Iblei. Tra arte e religione Ed. Il Giornale di Scicli 1999

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