IL DISASTRO DELL’EROSIONE COSTIERA IN SICILIA

Il riscaldamento del Pianeta e l'azione dissennata dell'Uomo rischiano di far scomparire le spiagge dell'agrigentino.

by Claudio Lombardo
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L’erosione costiera rappresenta un vero disastro per le nostre coste; infatti oltre a farci perdere chilometri di costa balneabile ed economicamente sfruttabile, ci costa milioni di euro per il suo ripristino.

Le cause di questo fenomeno sono tutte riconducibili alle attività antropiche.

E’ colpa dell’uomo se è aumentata la temperatura del nostro pianeta che ha inevitabilmente accelerato lo scioglimento dei ghiacciai e l’immissione di grandi volumi d’acqua negli oceani, provocando l’innalzamento del mare.

E’ colpa dell’uomo se vengono costruite sulle coste opere dissennate, come porti, dighe, riempimenti a mare e opere rigide che bloccano il trasporto naturale dei sedimenti, senza che vengano fatti seri studi preventivi delle correnti e degli eventuali nuovi scenari che si verrebbero a determinare con queste opere.

Erosione costiera a Caos

Vale una regola assoluta: se noi rubiamo un metro cubo di spazio al mare, lui inevitabilmente lo recupererà nelle vicinanze!

E’ colpa dell’uomo se si sono ridotti gli apporti detritici in mare, che poi si trasformano in sedimenti e nuove sabbie, perché da un lato sono stati cementificati i nostri fiumi (come il fiume Akragas) o per colpa dei furti di sabbie e ghiaie, come avviene nella valle del fiume Platani.

E’ colpa dell’uomo se si riducono le praterie di posidonia oceanica con la pesca a strascico, con l’inquinamento e con il turismo nautico. Tale riduzione aggrava l’erosione perché queste praterie funzionano come un sistema di difesa naturale per smorzare la forza delle onde del mare. Proteggere le praterie e valorizzare i depositi di posidonia (anche se spiaggiata) è fondamentale per la difesa delle coste.

Posidonia spiaggiata a Maddalusa
Erosione a DRASI
Erosione Viale delle Dune
Riempimento a mare Porto Empedocle

L’economia globale è seriamente minacciata dall’erosione costiera, un fenomeno che solo in Italia ha già provocato danni stimati in oltre 40 miliardi di euro, a causa della riduzione delle spiagge balneabili.

In provincia di Agrigento ultimamente sono sparite le bellissime spiagge di Eraclea Minoa, di Licata e di San Leone. In questi tre luoghi, oltre le cause generali, ci sono motivi locali che hanno scatenato ed accelerato il fenomeno erosivo.

Prima di andare avanti è necessario spiegare in che modo spariscono queste spiagge: le sabbie si muovono con le correnti marine, che si comportano come un enorme tapis roulant. Nelle nostre zone le sabbie solitamente si spostano da ponente a levante durante l’estate e da levante a ponente durante l’inverno. Se qualcosa si frappone o interrompe il naturale spostamento di queste sabbie si realizza una riduzione del fisiologico ritorno delle stesse. Ed è proprio quello che è successo ad Eraclea Minoa: le sabbie sono rimaste intrappolate dentro il vicino porto di Siculiana, insabbiandolo e rendendolo inutilizzabile. A Licata la causa principale è individuabile nella costruzione dell’enorme porto turistico, che ha sottratto spazio al mare e modificato le correnti. A San Leone la causa principale dell’erosione è riconducibile alla realizzazione dell’enorme ed inutile riempimento a mare di Porto Empedocle, realizzato nei primi anni ’90. Questa nuova opera ha causato nell’immediato la sparizione della vicina spiaggia del Caos e quella di Maddalusa. Negli stessi anni è stato ampliato il porticciolo turistico di San Leone che ha causato l’erosione e la sparizione della spiaggia del viale delle dune, che dal 2000 ad oggi ha provocato diversi crolli che stanno aggredendo la pista ciclabile e pure la vicina strada. Il resto del danno è stato fatto dalle opere pubbliche inappropriate, che invece di frenare l’erosione, l’hanno aggravata!

Erosione a Eraclea

Per avere un’idea del disastro agrigentino, giova ricordare che dei circa 16 chilometri di spiagge di San Leone, circa 7 chilometri (quasi il 44%) sono dichiarati non balneabili per colpa dell’erosione costiera e per il concreto rischio di crolli, come nella zona del Caos, di Maddalusa, del Viale delle Dune, di Cannatello, di Zingarello e di Drasi.

Cosa bisogna fare?

Innanzitutto è necessario studiare le correnti marine per un’intera area, che nel nostro caso si tratta dell’unità fisiografica che va da Capo Rossello, nel comune di Realmonte a Punta Bianca, invece di intervenire a casaccio o solo dopo i crolli e l’erosione. Inseguire l’erosione con interventi locali serve solo a spostare il problema senza affrontarlo e risolverlo. 

Erosione Viale delle Dune

Ad Eraclea Minoa lo scorso anno è intervenuta la Regione con la costruzione di tre barriere sub-ortogonali (invece di realizzare delle barriere soffolte a largo in mare, come richiesto da Mareamico). Nell’immediato è stato salvato ciò che resta della spiaggia, ma presto l’erosione aggredirà la vicina Bovo Marina

Per la collina del Caos si sta intervenendo solo dal lato del mare, con la costruzione di diverse barriere frangiflutto emergenti e deturpanti la vista (lì la vera causa del problema è il dissesto idrogeologico che colpisce la collina).

Barriere di Eraclea

Per le spiagge del viale delle dune, dopo diverse riunioni tra il Comune di Agrigento, il Genio Civile e l’Assessorato Regionale al Territorio ed Ambiente è stato realizzato un progetto, attualmente fermo presso la Corte dei Conti, che prevede la costruzione di alcune barriere soffolte e la difesa delle dune rimaste con dei massi. Speriamo che gli interventi arrivino prima che crolli tutto e l’erosione si “mangi” pure la sede stradale del Viale delle Dune. In questo progetto, purtroppo, mancano gli auspicabili interventi di ingegneria naturalistica, come l’installazione in spiaggia di barriere studiate per integrarsi con il paesaggio che aiuterebbero a frenare la perdita di sabbia e favoriscano la rigenerazione naturale della vegetazione e la ricostituzione del sistema dunale.

Ingegneria naturalistica

E’ necessario pure studiare diversi accessi in spiaggia regolamentati, per prevenire il calpestio che distrugge la vegetazione delle dune rimaste, con percorsi obbligati su passerelle.

Mentre non è previsto alcun intervento per Zingarello e Drasi, che presto spariranno!

Nella foto di copertina: erosione costiera a Caos

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