Nello scorso secolo la plastica ha rappresentato una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche: questo materiale ha trasformato lāeconomia mondiale, lāindustria ed anche la nostra vita quotidiana; ma oggi questo materiale costituisce una delle più gravi emergenze ambientali.
Ogni anno sulla terra vengono prodotti circa 400 milioni di tonnellate di plastica, e dal 1950 ad oggi, ne sono stati prodotti oltre 9 miliardi di tonnellate, di cui 7 sono giĆ diventati rifiuti.Ā
Oggi la plastica ĆØ diventata il terzo materiale umano più diffuso sulla terra dopo il cemento e lāacciaio.
Purtroppo, a fronte di questa grandissima produzione di plastica, solo il 9% viene recuperato e riciclato, mentre del restante 91%, il 50% finisce in discarica, il 19% viene incenerito ed il 22% viene disperso nell’ambiente.
Giova ricordare che la plastica impiega dai 100 ai 1000 anni per decomporsi completamente nell’ambiente.Ā
Mettendo da parte la terraferma, si stima che in mare vi siano oltre 150 milioni di tonnellate di plastica, con un apporto annuo di almeno 8-13 milioni di tonnellate. Di queste una parte significativa, stimata tra 3 e 11 milioni di tonnellate, si trova sul fondale oceanico, mentre il resto galleggia e spesso si organizza in vere e proprie isole di plastica.Ā
In tutta la terra esistono almeno 7 enormi isole di plastica, la più grande ĆØ rappresentata dalla āgarbage patchā che si trova nellāoceano pacifico settentrionale. Questa gigantesca zona di accumulo di rifiuti marini, presente tra la California e le Hawaii, si estende per circa 1,6 milioni di km² e la sua dimensione ĆØ spesso paragonata a tre volte della superfice della Francia.
Purtroppo il fenomeno dellāabbandono in natura del rifiuto plastico non rappresenta la cosa più pericolosa: la cosa più grave ĆØ rappresentata dalla trasformazione di questa in microplastiche!
Le microplastiche sono minuscoli frammenti di materiale plastico, con dimensioni inferiori a 5 millimetri che derivano dalla frammentazione di rifiuti più grandi e che entrano nella catena alimentare, fino ad arrivare allāuomo.
Si stima che in tutti gli oceani oggi siano presenti tra 15 e 51 trilioni di particelle di microplastica!
Dalle nostre parti le plastiche, abbandonate in natura e per strada, durante la stagione invernale inevitabilmente arrivano in mare con le piogge attraverso i torrenti ed i fiumi, poi le mareggiate li riportano in spiaggia e lƬ si accumulano.
Mareamico ed altre associazioni sono impegnate da anni per promuovere la pulizia primaverile ed estiva delle nostre spiagge. Negli scorsi giorni un centinaio di volontari hanno provveduto a pulire la spiaggia di Maddalusa, a San Leone. In una sola mattinata sono stati prelevati e portati in discarica circa 4 tonnellate di rifiuti.Ā Ā
A San Leone due spiagge sono particolarmente colme di rifiuti: Maddalusa e Cannatello/Misita. La causa di questo disastro ĆØ la vicinanza di queste spiagge ai due fiumi cittadini: il fiume Akragas e il fiume Naro. Il primo di questi fiumi raccoglie i rifiuti provenienti dal bacino di Raffadali, di Villaseta e del Villaggio Peruzzo; mentre il secondo fiume raccoglie i rifiuti provenienti dalla zona di Naro, di Favara e dal Villaggio MosĆØ. Durante le piogge tutto il materiale abbandonato per strada e nei valloni arriva in mare ed infine le mareggiate restituiscono tutto alle spiagge. Nellāultima operazione ambientalista di pulizia dello scorso 12 aprile a Maddalusa, abbiamo raccolto oltre 200 sacchi pieni di rifiuti, abbiamo trovato, prelevato e portato in discarica 22 copertoni, 2 frigoriferi e decine di ingombranti.
Cosa si può fare per migliorare questa tragica situazione?
Per ridurre i rifiuti in mare, ĆØ fondamentale limitare drasticamente l’uso di plastica monouso, praticare una corretta raccolta differenziata, cercare di far crescere nelle nuove generazioni il rispetto civico per l’ambiente e la tutela della natura, attraverso comportamenti responsabili e quotidiani.Ā
Poi, smettere di abbandonare i rifiuti per strada, segnalare alle AutoritĆ le nuove discariche, realizzare barriere acchiappa-rifiuti nei fiumi, costituite da sbarramenti galleggianti, progettati per intercettare plastica e detriti galleggianti, convogliandoli verso le sponde per la raccolta e il riciclo.
