Grazie ad un rapporto di collaborazione tra il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dāAci e il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dellāUniversitĆ di Catania (sezione di Scienze della Terra), attivato per verificare le cause dei periodici allagamenti e del cedimento del rivestimento pavimentale in marmo dellāorchestra del Teatro Antico di Catania, si ĆØ scoperto un articolato sistema di canalizzazioni nel sottosuolo. I risultati della ricerca, dal titolo āGPR survey for the reconstruction of the canalization system beneath the orchestra level of the Ancient Theatre of Catania (Italy)ā (autori: Sebastiano Tarascio, Giulia Falco, Giovanni Barreca, Salvatore Gambino, Carmelo Monaco), sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Geophysics (https://buff.ly/kbnfOTi). Eā possibile leggerne una sintesi su UniCT magazine (https://www.unictmagazine.unict.it/teatro-antico-scoperta-una-rete-di-drenaggio-delle-acque-delletna).
Lāorchestra del Teatro Antico, di etĆ romana, ĆØ periodicamente allagata dalla falda acquifera presente nel sottosuolo, che per diversi mesi degli anni più piovosi ricopre buona parte dei rivestimenti lapidei dellāorchestra stessa e la parte più bassa del monumento. Il ruscellamento dellāacqua, che fuoriesce in particolare dalla parodos occidentale e tra gli interstizi del rivestimento pavimentale del settore ovest dellāorchestra, deposita abbondante materiale detritico, mentre il ristagno prolungato favorisce la crescita di patine biodeteriogene e di piante infestanti apportando danni ai rivestimenti. Per comprendere le cause del cedimento e della risalita del livello freatico della falda, e conseguentemente poter individuare strategie di contrasto al deterioramento delle superfici, ĆØ stata eseguita unāindagine geofisica non distruttiva con georadar in corrispondenza del piano dellāorchestra al duplice scopo di ricostruire gli orizzonti litologici del substrato e di individuare eventuali cavitĆ e/o canali di raccolta sotterranei utilizzati in passato per il drenaggio delle acque piovane o freatiche.Ā
Lāanalisi geologica e lāindagine georadar condotte in corrispondenza del piano dellāorchestra del Teatro Antico hanno permesso di verificare il comportamento della falda acquifera nonchĆ© lāesatta localizzazione delle cavitĆ che insistono al di sotto della superficie di calpestio. In base alla piovositĆ , lāaltezza del livello freatico subisce delle variazioni notevoli sia durante lāanno che nel corso degli anni, da meno 2 metri a più un metro rispetto al piano dellāorchestra. In base alle conoscenze acquisite in precedenza e alle analisi di numerosi sondaggi disponibili, si ĆØ arrivati alla conclusione che la falda acquifera sia di tipo superficiale ma che siano comunque necessari studi più approfonditi e un monitoraggio continuo del livello freatico.Ā
Sulla base dei dati acquisiti con il georadar, GPR (Ground Penetration Radar), si può affermare inoltre lāesistenza di pre-esistenti canali sotterranei orientati circa nord-sud a profonditĆ di 60ā70 cm al di sotto del piano dellāorchestra (vedi mappa), i cui recapiti sono ancora visibili allāinterno del cavo del palcoscenico (vedi foto), probabilmente collegati a monte dal canale per la raccolta delle acque di scolo che corre lungo il perimetro settentrionale dellāorchestra (il cosiddetto euripo). Un altro canale sotterraneo orientato circa nord-sud potrebbe essere ubicato nel settore occidentale del piano orchestra ma non ĆØ attualmente rilevabile a causa della sovrapposizione di un edificio ottocentesco (Palazzo Fasanaro). Si tratta di un probabile sistema di canalizzazione, ormai in parte cieco e/o ostruito dai sedimenti accumulatisi nei secoli, che doveva servire per il drenaggio delle acque di falda provenienti da monte che anticamente ricoprivano lāorchestra in occasione degli spettacoli acquatici, e che doveva collegarsi verso sud con un possibile canale di deflusso verso il mare.
Da notare che lāattuale quota della Via Vittorio Emanuele di fronte al teatro ĆØ di circa 13 m, mentre la quota del piano orchestra risulta di 10,40 m, dunque 2 metri e mezzo circa più bassa. Dagli studi effettuati si ritiene che la colata lavica del 1669, i riempimenti naturali e/o artificiali e le livellazioni stradali effettuate nel secolo XIX abbiano stravolto lāoriginaria morfologia dellāarea, come mostrato anche dai notevoli spessori (6-7 metri) di materiale di riporto e di strutture murarie rinvenuti nei numerosi sondaggi effettuati nellāarea. Dunque, si ipotizza la presenza di un canale di deflusso di origine naturale (un ramo dellāantico Fiume Amenano?), situato in corrispondenza dellāattuale Via Vittorio Emanuele, verso cui gli antichi utilizzatori del Teatro facevano defluire le acque quando necessario.
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Carmelo Monaco, Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali – UniversitĆ di Catania
Giulia Falco, Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dāAci.
