UN PROGETTO PER SALVARE L’AQUILA DI BONELLI IN SICILIA

by Giuseppe Rannisi

UN PROGETTO PER SALVARE L’AQUILA DI BONELLI IN SICILIA

Perché salvare l’aquila di Bonelli (Aquila fasciata)

 

Solo venticinque coppie erano rimaste in Italia, e solo in Sicilia, di questa bellissima aquila mediterranea. I bracconieri ogni anno rubavano i pulcini dai nidi per venderli illegalmente nel mercato della falconeria, e così il numero di coppie diminuiva di anno in anno. Infatti a causa dei continui furti dei piccoli, il numero delle giovani aquile che si involavano in Sicilia ogni anno era sempre più esiguo e non era in grado di compensare le morti degli adulti.

Volontari in azione!

Un gruppo di volontari, a seguito dell’ennesimo furto di un pulcino nel 2010, decise di intervenire per salvare questa specie. Nasce così il Gruppo Tutela Rapaci GTR che nel 2011 avvia il primo campo di sorveglianza al nido depredato. Negli anni successivi vengono avviati altri campi di sorveglianza presso i nidi che presentavano maggiore probabilità di essere depredati da bracconieri legati al mondo della falconeria. E così negli anni il numero dei campi di sorveglianza è aumentato fino a 7 e le attività del GTR hanno ricevuto il contributo economico di diverse Associazioni di tutela ambientale quali la Lipu, la Fondazione Pro Biodiversità, la rete di ornitologi di EBN, il CABS, ALTURA, il WWF e l’insostituibile aiuto di oltre 100 volontari italiani ed esteri.

Aquila di Bonelli foto di Giuseppe Rannisi 6760 2 UN PROGETTO PER SALVARE L'AQUILA DI BONELLI IN SICILIA
Aquila di Bonelli - foto di Giuseppe Rannisi

La presenza costante di volontari, presso i siti più sensibili, ad opportuna distanza, sia nel periodo della cova che durante l’allevamento dei piccoli fino al loro involo e l’applicazione di fototrappole ha scoraggiato i bracconieri; il furto dei pulcini è stato quasi interamente stroncato e alcuni bracconieri sono stati individuati dalle forze di polizia, in particolare dai Carabinieri Forestali. Contestualmente è stato avviato il monitoraggio di tutte le coppie di aquile di Bonelli presenti in Sicilia così da conoscere meglio la popolazione siciliana e seguirla nel tempo, per verificare se le azioni intraprese andavano verso la direzione auspicata ed eventualmente mettere in campo ulteriori azioni.

Grazie alla collaborazione del Corpo Forestale Statale gruppo CITES, oggi divenuto Carabinieri Forestali, è stata intrapresa un’azione di intelligence che ha portato alla individuazione di attività illecite di detenzione, commercio, traffico di animali protetti. Nel 2013, ad esempio, due pulcini di aquila sono stati sottratti da bracconieri da un nido monitorato: i piccoli sono stati ritrovati nel Nord Italia, di cui uno già morto. Il piccolo sopravvissuto è stato riportato in Sicilia e rilasciato dopo 50 giorni dal ritrovamento nello stesso nido dove era avvenuto il furto, sperimentando con successo un’azione mai tentata prima: l’accettazione del giovane da parte dei genitori a distanza di un tempo così lungo. Altre tre aquile recuperate e non più in grado di volare sono state inviate al Centro di riproduzione spagnolo della Ong GREFA per essere utilizzate come riproduttori, i cui figli sarebbero poi stati rilasciati in Sicilia per incrementare la popolazione siciliana.

Aquila di Bonelli giovane recuperato debilitato curato al Centro Lipu di Ficuzza e liberato con trasmettitore ConRaSi Giuseppe Rannisi 3953 UN PROGETTO PER SALVARE L'AQUILA DI BONELLI IN SICILIA
Giovane di aquila di Bonelli recuperato debilitato, curato al Centro Lipu di Ficuzza e liberato con trasmettitore ConRaSi - foto di Giuseppe Rannisi

Unire le forze

Dal 2016 è stato avviato il progetto Life ConRaSi (www.lifeconrasi.eu), con capofila il WWF e con la Regione siciliana ed il GREFA, che contestualmente al lavoro del GTR, si è posto fra gli obiettivi quello di condurre delle azioni per migliorare la conoscenza della specie, fra cui l’applicazione di GPS tracking alle giovani aquile involate, per monitorarne la delicata fase di dispersione e il tasso di sopravvivenza, e quello di aiutarle dopo l’involo mediante la creazione di siti di alimentazione. Durante l’operazione di applicazione del GPS al piccolo sul nido vengono effettuati controlli sanitari, prelievi di materiale genetico e viene altresì controllata la eventuale presenza di Trichomoniasi, una infestazione di parassiti nel cavo orale che colpisce i pulli con formazione di placche che in alcuni individui, quando l’infestazione è molto sviluppata, può portare alla morte del giovane che non riesce più ad ingerire cibo; questa patologia può però essere curata mediante la somministrazione di appositi farmaci che avviene durante l’operazione di marcatura. Fino a qualche anno fa la principale preda dell’aquila in Sicilia era il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), ma da alcuni anni la forte riduzione delle popolazioni di questa specie, dovuta a diverse malattie quali la Mixomatosi o la Malattia Emorragica Virale, ha portato le aquile a modificare la dieta alimentare spostandola maggiormente verso altre specie quali i Columbiformi che però sono vettori importanti della Trichomoniasi. Il crescente numero di giovani involati anno dopo anno ha consentito inoltre di partecipare al progetto di reintroduzione dell’aquila di Bonelli in Sardegna, estinta negli anni 90’. Dal 2018 alcuni giovani aquile nate in Sicilia sono state trasferite in Sardegna nell’ambito di un networking tra il progetto LIFE ConRaSi e il progetto italo-spagnolo Aquila a-Life (www.aquila-a-life.org) coordinato dalla ONG GREFA e da ISPRA per dare vita ad una nuova popolazione di aquile di Bonelli con esemplari provenienti dalla Spagna, dalla Francia e dalla Sicilia.

Nel 2018 è stato avviato anche il Progetto Life CHOO-NA (www,lipu.it/choona) condotto dalla LIPU per la formazione di Volontari per la tutela della Natura. Diversi giovani sono stati coinvolti nei campi di sorveglianza a controllare i nidi delle aquile siciliane, a conoscere la biologia della specie ed i segreti dei bracconieri per poterli anticipare e scoraggiare.

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Posizionamento fototrappole - foto di Giuseppe Rannisi

Principali risultati raggiunti

I campi di sorveglianza ai nidi condotti dal GTR sono continuati in tutti questi anni dal 2011 fino ad oggi. Ed i risultati sono molto soddisfacenti: le coppie di aquile di Bonelli, monitorate dal LIFE ConRaSi e dal GTR che si sono riprodotte con successo sono aumentate fino ad arrivare nel 2020 a circa 40 siti riproduttivi e alle quasi 60 coppie territoriali. È questa la conferma che il pesante tributo pagato al bracconaggio per falconeria stava portando la specie verso l’estinzione della popolazione siciliana e che tenendo sotto controllo o addirittura eliminando il furto ai nidi la popolazione dell’aquila di Bonelli in Sicilia si è ripresa, crescendo con una velocità superiore alle nostre aspettative. I giovani involati dal 2011 al 2020 sono stati più di 280, ed anche questo valore è significativo del fatto che la specie è soggetta a molte minacce ed è caratterizzata da un tasso molto basso di raggiungimento dell’età riproduttiva a causa delle innumerevoli minacce a cui è soggetta. In Spagna, come riferimento, è stata accertata una percentuale di collisione con le linee aeree che va dal 49,71% al 56,71%.

Ringraziamenti

Il comune denominatore di tutta l’attività di salvaguardia dell’aquila di Bonelli sono stati i giovani e meno giovani Volontari del GTR che con la loro attività instancabile, la loro competenza e col loro coraggio si sono dedicati alla tutela di questa splendida specie, anche col supporto indispensabile e prezioso dei Carabinieri Forestali del Gruppo CITES e SOARDA. Un ringraziamento va alle Associazioni che hanno sostenuto il progetto ed ai tecnici dei Progetti Life ConRaSi, AQUILA a-Life e Life CHOO-NA, compreso l’indispensabile contributo della Ong spagnola GREFA. Il progetto è in corso anche nel 2021.

La foto di copertina, che ritrae un’aquila di Bonelli, è di Giuseppe Rannisi.

                                                                                                                                           Giuseppe Rannisi  

Aquila di Bonelli giovane inseguita da Taccole foto di Saverio Cacopardi 943301 UN PROGETTO PER SALVARE L'AQUILA DI BONELLI IN SICILIA
Aquila di Bonelli giovane inseguita da Taccole - foto di Saverio Cacopardi

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