IL PAESAGGIO SICILIANO FRA ARCHEOLOGIA E ABBANDONO

Comunità di Patrimonio Culturale: diagnosi e proposte

by Carmelo Montagna
14 views

Paesaggio e figure. Cosa c’è intorno a noi: ricerca di senso e significati”.

Mi è parso utile proporre una sorta di “diagnosi” pubblica sulla questione, a partire da posizioni teoriche, che sono anche pensiero-azione utile “per il dopo”, si tratta di riflessioni e un aggiornamento sullo stato di fatto del paesaggio siciliano, con le sue profonde e contraddittorie stratificazioni plurimillenarie.

“Perché vi sia un paesaggio, occorre non soltanto che vi sia uno sguardo, ma una percezione cosciente, un giudizio e infine una descrizione”, scrive M. Augè* , riprendendo di fatto l’opera meritoria svolta dal nostro grande Rosario Assunto** :”Il paesaggio è natura come valore.

Il giardino è natura fatta arte.”, concetto-sintesi di tutta la sua ricerca, che nasce dall’incontro armonioso di Storia e Natura.

Paesaggio è quindi immagine concreta del tempo, che racchiude in sé la memoria del passato e l’anticipazione del futuro. Di seguito lo schema sintetico che ritengo utile pro-memoria di teoria e prassi, qui e ora, per cercare di dare senso operativo al nostro esserci come attori-manutentori del Paesaggio che ci circonda.

Serre di Villalba (CL) con "vigilante rupestre" che guarda sulla piana del Barbarigo Belici in vista delle aree archeologiche di Balate-Vallescura sulla Rupe di Marianopoli

1 – Porre intanto la domanda: Cosa c’è attorno a noi, per entrare di fatto nella questione culturale-identitaria del dare senso civico concreto alle nostre piccole/grandi Comunità: che non è cosa da specialisti in qualche particolare disciplina ma argomento che deve interessare tutti.
2 – Prendere atto del Paesaggio Culturale; che la storia della Sicilia è sempre storia del Mediterraneo degli ultimi tre-quattro millenni; anche nei posti più all’apparenza sperduti, come il nostro entroterra dimenticato o la costa sfregiata per saperne leggere attraversamenti e contatti, cultura e lingua, singolarità, prestiti, calchi, rimodulazioni.

Cromlech/recinto megalitico a Vallescura di Marianopoli (CL), nel solo settore di scavo archeologico fatto nel 20002 da Rosalba Panvini, F Nicoletti, poi ricoperto per tutela.

3 – Si tratta di un grande problema di “metapolitica”, che deve orientare la formazione civica permanente sulle scelte amministrative. Infatti “domani” non potrà succedere niente se non si è formata la consapevolezza militante come vera opzione di educazione civica nell’orizzonte culturale che ci contiene.
4 – Quando si usa dire in termini consolatori che “la bellezza salverà il mondo” si sta solo facendo spesso una considerazione banale a buon prezzo di “estetica usata come anestetico”. “La bellezza salverà il mondo”; lo affermava Dostoevskij nel suo romanzo “L’Idiota” oltre un secolo fa.

Ma veramente possiamo solo sperare nel miracolo della Bellezza? Oppure cercare di capire che essa non salverà il resto di niente, se noi non provvederemo, a partire dal Paesaggio Culturale, a salvare la stessa bellezza?

Paesaggio archeologico a Castellazzo di Marianopoli (CL).

5 – Cosa possiamo fare noi: tentare di mettere in pratica, fra i doveri del nostro stato civico e sociale, la differenza che c’è fra il distratto “guardare” ed il consapevole “vedere” quello che abbiamo ereditato e ci sta ancora attorno.

E’ il problema culturale della consapevolezza necessaria di risposta al Principe Fabrizio Salina: “…questi monumenti…del passato, magnifici ma incomprensibili perché non edificati da noi e che ci stanno intorno come bellissimi fantasmi muti…opere d’arte enigmatiche” (Il Gattopardo, G. Tomasi di Lampedusa).
6 – Evitare dunque di continuare a “sbagliare Storia” per rielaborare con le “categorie culturali giuste” quello che di importante c’è attorno a noi; a partire dalla ricerca di senso in un paesaggio concreto.

IL TEMPIO NELLA STANZA 1927 Giorgio De Chirico, Galleria Nazionale di Arte Moderna - Roma

7 – C’è difatti sempre una profonda radice antropologica nella formazione del Paesaggio, che resta la più grande “opera d’arte” in dotazione all’umano, motivo per cui c’è l’articolo 9 della Costituzione che lo dovrebbe tutelare direttamente, come opera d’arte collettiva.
8 – Andrebbe pertanto tutelato, assieme ad un preciso e generico “paesaggio” anche il lavoro umile umano che lo ha determinato, spesso perfino a sua insaputa, proprio tutelandone le attività agrarie e artigianali con norme giuridiche finalizzate alla “conservazione” di saperi, tradizioni, mestieri. E’ la premessa necessaria per costruire Comunità di Patrimonio con la “Convenzione europea di Faro (PT) sul patrimonio culturale”, per la valorizzazione di “Ricerca e Paesaggio” in applicazione pratica in Sicilia.
9 – La Convenzione di Faro*** rinnova il concetto di Patrimonio Culturale, in atto gestito con criteri burocratici esclusivamente vincolistici dello status quo, introducendo quello più concreto di “eredità-patrimonio culturale“, considerato “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”.

L’art. 2 della Convenzione specifica cosa è “Comunità di eredità-patrimonio”: un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale, e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future.

Viene ribaltata così la piramide di gestione, spesso solo vincolistica e burocratica, a promozione attiva e propositiva del Patrimonio. Viene sancito il principio giuridico che l’identificazione, lo studio, la protezione e la conservazione del Patrimonio Culturale appartiene ai cittadini, che hanno interesse legittimo a promuovere azioni per migliorarne l’accesso (art.12), per i benefici collettivi che ne possono derivare.

Una riflessione su queste linee di pensiero-azione la riteniamo utile e proficua. Le immagini che allego sono riferite a caso-studio che abbiamo in corso ma ovviamente ognuno potrà integrare con i propri “Paesaggi dell’Anima”.

* M. Augè, Rovine e macerie. Il senso del tempo, ed. Bollati-Boringhieri, 2004. p. 72.

** Concetto-sintesi di tutta la ricerca sull’estetica del paesaggio, Cfr. R. Assunto, Il paesaggio e l’estetica, ed. Novecento, 1995 e 2006.

*** La Direttiva europea di Faro è vigente in Italia come L. 1 ottobre 2020, n 133, “Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, atta a Faro il 27 ottobre 2005.”

Leave a Comment

Articoli correlati