ASPARAGO DI MARE: SALICORNIA

by Guglielmo Donzella
Asparago di mare

Una specie mediterranea

Se c’è una pianta che desta stupore questa è la salicornia: a prima vista risulta un cespuglio insignificante. Appena però la si guarda attentamente rivela caratteri sorprendenti. Tutte le altre specie rifuggono dall’ambiente che la salicornia ha eletto a sua dimora preferita: le aree del territorio di salinità elevata. Solitamente la maggioranza delle specie vegetali, quando il contenuto salino supera il 2%°, salvo alcune come le mangrovie e poche altre (Pomodoro, Carciofo, etc…), tendono a rifuggire tale ambiente. Invece la salicornia vi si insedia stabilmente, avendo elaborato strutture biologiche in grado di neutralizzare gli effetti letali dell’osmosi inversa.  Si è “scelta” un ambiente dove non ha competitori, può prosperare senza dover temere la concorrenza di altre specie. La vita che si esprime in ogni circostanza che trova disponibile. Fino a regalarci i cosiddetti asparagi di mare, vera prelibatezza vegetale.

Foto1 ASPARAGO DI MARE: SALICORNIA

Asparago di mare Foto G. Miceli

Ma il suo abito alofilo (amante del sale), che la porta a concentrare nei suoi tessuti una elevata quantità di composti del sodio, è stato motivo di utilizzazione e persino di coltivazione fino al XIX secolo nell’area costiera della Sicilia. Infatti veniva impiegata per l’estrazione del carbonato di sodio utilizzato nella preparazione dei saponi. Di tale impiego si trova testimonianza autorevole nel volume “Vittoria dal 1607 al 1890” dell’Arciprete Parroco Federico La China dove a pag. 12, senza citare la pianta, si intuisce dalla descrizione che si tratta appunto della salicornia.

<<Nelle pianure di Vittoria si vedono vasti campi di soda. Questa pianta, dalla quale con l’incenerazione si trae un alcali necessario alla fabbricazione del sapone, ama i sabbiosi terreni, vicino al lido marino. Le foglie dense, ruvide, spinose, tengono del colore rossiccio; non molto son levati in alto gli steli. La seminano a marzo, verso la metà di agosto la svelgono e l’ammonticchiano in una grande fossa circolare, profonda da tre a quattro piedi, nell’imo del quale vi è una graticola per la libera circolazione dell’aria; poi le appiccano fuoco, il residuo della combustione forma una massa di ceneri compatte, di un grigio traente all’azzurro. Dividono questa massa in frammenti di un volume più portattile, i quali imballano dentro stuoje di sparto cucite a foggia di borse, e li spediscono a Marsiglia, dove i fabbricatori di saponi ne fanno molto uso>>

Foto2 ASPARAGO DI MARE: SALICORNIA

Salicornia Foto G. Miceli

La particolarità dell’ambiente di elezione della salicornia, probabilmente, l’avrebbe posta all’attenzione di Darwin e collocata tra le specie “intelligenti” poiché ha ipotizzato che, quando è venuto a conoscenza dell’intuizione di Goethe sulla fillotassi (disposizione delle foglie sull’asse verticale per catturare il massimo dell’energia solare), nelle specie vegetali albergasse una “intelligenza” superiore a quella degli animali. Del resto ai nostri giorni, quella che era una semplice intuizione, Stefano Mancuso, viene ad accreditarla.

Guglielmo Donzella

Leave a Comment

Articoli correlati